Giovedì, 25 Febbraio 2016 07:16

Croazia: europeisti anti sistema ?

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Il recente dimissionamento del capo dei servizi segreti croati, Dragan Lozancic, mostra le prime crepe del neo-governo croato guidato da Tihomir Oreković. LHdz e Most, partner in una incerta coalizione confermata il
22 gennaio scorso, si trovano dunque a dover affrontare la loro prima crisi interna dopo poco meno di un mese di mandato.

L'8 novembre 2015 la Croazia ha difatti affrontato le prime elezioni parlamentari dopo ladesione allUnione Europea nel 2013. Per le due coalizioni principali, guidate dai Social Democratici (Sdp) di centro-sinistra e dallUnione Democratica Croata (Hdz) di centro-destra, le elezioni si sono concluse con un deludente pari merito. Ottenendo rispettivamente 56 e 59 seggi, i due gruppi hanno dovuto rimettere le proprie sorti nelle mani del neonato partito Most (Nezavisnih Lista), in possesso di 19 seggi.

Sulle orme di altri paesi europei, il risultato elettorale ha dunque evidenziato nuove dinamiche di voto e la comparsa di sentimenti politici anti-sistema; con una differenza: la quasi totale assenza dellormai onnipresente e inneggiato euroscetticismo.

Most, lago della bilancia
In vista delle elezioni del 2015, la campagna elettorale di entrambe le fazioni stata in gran parte dominata da una retorica antagonistica piuttosto che da sostanziali differenze programmatiche. Nonostante alcune differenze marginali, entrambi i partiti hanno adottato posizioni tipicamente filo-europee e pro-euro all'interno di un paradigma economico spiccatamente liberale.

Most - partito fondato da Boo Petrov nel 2012 il cui nome si traduce letteralmente in ponte - ha rifiutato l'etichetta di partito di centro-destra. Il suo leader ha invece sostenuto di volere che qualcuno definisse finalmente cosa sia la sinistra e cosa la destra in Croazia" , affermando che il suo partito avrebbe sostenuto solo un governo in grado di dimostrare impegno per la riforma del settore statale e il miglioramento del clima imprenditoriale.

Dopo pi di quaranta giorni di negoziati, Most ha annunciato il suo sostegno allHdz, garantendo cos ai conservatori una sottile maggioranza di 78 seggi, e nominando Primo Ministro luomo d'affari croato-canadese Tihomir Oreković.

Moneta unica, Schengen, allargamento
Le priorit di mandato identificate sono per lo pi di carattere euro-centrico, come l'ingresso nellarea Schengen, l'adozione della moneta unica ed il sostegno verso un ulteriore allargamento dellUnione. Tuttavia, la sfida maggiore rimane linstabilit della coalizione di governo. La questione della coerenza del movimento Most potrebbe rappresentare un reale limite alla capacit dazione del governo, offrendo per ai conservatori unoccasione di rinnovamento e lopportunit di trasformare unimprobabile coalizione in un confacente svecchiamento del quadro politico croato.

Nel contesto regionale, la vittoria dell'Hdz ha generato un certo timore circa il potenziale ritorno del nazionalismo nei Balcani, soprattutto alla luce dei successi ottenuti dal partito polacco Law and Justice e dal partito Fidesz in Ungheria. Ciononostante, il dato pi significativo di queste elezioni rimane lavanzata elettorale degli indipendenti.

Politica post-partisan e euroscetticismo
Da Most, al Movimento Cinque Stelle in Italia, fino a Podemos e Ciudadanos in Spagna, il monopolio dei partiti politici tradizionali messo in discussione dallascesa di nuovi attori politici o "movimenti" che contestano l'organizzazione della politica tradizionale di partito sotto molteplici aspetti, quali gli strumenti di finanziamento, lelitismo, la rigida interpretazione delle fazioni politiche, la mancanza (o perdita) di credibilit sotto il profilo morale.

L'emergere di attori post-partisan di fatti sembra essere facilitato da un avvicinamento tra destra e sinistra. In un contesto nel quale le differenze programmatiche si appiattiscono, la crescente ambivalenza politica dei partiti tradizionali alimenta lascesa di nuovi movimenti dallo sfondo politico eterogeneo, i quali, assimilati in quanto attori del cambiamento, conquistano una fascia sempre maggiore di voti di protesta a fronte di alternative politiche divenute poco credibili.

Pu essere interessante notare come i media internazionali abbiano legato indissolubilmente la crescente forza dei movimenti di protesta anti-sistema alla crisi europea, quasi questi ne fossero la diretta conseguenza. Da questo punto di vista doveroso considerare la Croazia come un caso atipico.

Trattandosi di un membro giovane ed entusiasta dell'Unione europea, non possibile servirsi dello spettro delleuroscetticismo - praticamente inesistente - per giustificare il fallimento della politica tradizionale. Un dibattito attorno al fenomeno post-partisan in quanto tale, infatti, potrebbe essere necessario per interpretare lattuale e crescente fluidit delle alleanze politiche che stanno trasformando il panorama politico europeo. Comprendere queste nuove dinamiche di aggregazione sarebbe un passo nella giusta direzione se si vuole ambire ad una soluzione politica al progetto europeo in crisi.

Chiara Rosselli, EU Project Manager, IAI; Miryam Magro, Stagista, IAI.

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1 commento

  • Link al commento DorothyAffexUY Martedì, 18 Luglio 2017 19:58 inviato da DorothyAffexUY

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