Mercoledì, 24 Febbraio 2016 04:16

Boom di sterilizzazioni in India

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di C. Alessandro Mauceri

Dopo la Cina, che per decenni ha adottato politiche (spesso non scritte) di controllo delle nascite, ora è la volta dell’India. Per evitare la sovrappopolazione

di molte regioni indiane, da diverso tempo il governo centrale ha deciso di fare ricorso a quella che in molti hanno già denunciato essere una sterilizzazione di massa.
Negli anni Settanta fu Indira Gandhi ad suggerire l’adozione di leggi di emergenza per la sterilizzazione a tappeto delle classi più povere. Un capitolo buio della storia indiana di cui raramente si trova traccia sui giornali o nei libri di storia. Ora la situazione è peggiorata: secondo alcune stime, tra il 2013 e il 2014, le sterilizzazioni nel paese sono state ben 4,6 milioni (milioni i casi di chiusura delle tube e oltre 114.000 le vasectomie).
Misure che non hanno impedito all’India, nei decenni passati, di essere uno dei paesi a più rapido tasso di crescita demografica: alcune stime prevedono che, da oggi al 2050, saranno 400 milioni i nuovi cittadini. Numeri che hanno spinto il governo del primo ministro Narendra Modi ad annunciato l’adozione di politiche per il controllo delle nascite ancora più drastiche: verrà diffusa l’iniezione contraccettiva gratuita su scala nazionale.
Secondo alcune fonti riportate dal NYTimes, la decisione del governo Modi è la conseguenza della strage avvenuta qualche tempo fa in un ospedale nella regione di Chhattisgarh. In quell’occasione, tredici pazienti persero la vita e altre 64 vennero ricoverate in quello che i media definirono un “campo di sterilizzazione” governativo in cui donne in età fertile venivano sottoposte alla chiusura delle tube. Le indagini rivelarono che esistevano responsabilità da parte del personale medico (uno dei medici venne arrestato). Ma le polemiche non cessarono

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