Martedì, 23 Febbraio 2016 12:44

Mo: amb.Palestina, liberare giornalista Al-Qiq o morirà

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(ANSAmed) - ROMA, 24 FEB - Il giornalista palestinese''Mohammed Al-Qeeq è in sciopero della fame dal 24 novembrescorso. Ha perso 30 chili, non parla più, non vede più e nonriesce più
a muoversi. Rischia di morire''. Incarcerato dalleautorità israeliane ''senza un preciso capo di accusa e senza unprocesso, ha scelto questa forma di protesta per lottare controil fermo amministrativo cui è stato sottoposto''. Davanti ''aquesta situazione chiediamo a tutte le organizzazioni deidiritti umani e alla comunità internazionale di intervenire alpiù presto''. E' l'appello lanciato stamani in una conferenzastampa dall'ambasciatore palestinese in Italia, Mai Al Kaila. Al momento, ricorda la diplomatica, ''sono 600 i palestinesirinchiusi nelle carceri israeliane, sotto fermo amministrativo.

Mentre sono 17 I deputati palestinesi imprigionati, con buonapace dell'immunità parlamentare''. Dal 1967, prosegue, ''sonopiù di 1 milione i palestinesi finiti nelle prigioni'' delloStato ebraico. Più del 30 per cento dei palestinesi sono passatidalle carceri palestinesi, e io sono una di loro''. Corrispondente dalla Cisgiordania per la Tv saudita Al Majd,Al-Qiq, 33 anni, ''ha scelto questa forma estrema di protestaper denunciare una pratica illecita''. Prevista ai sensidell'articolo 285 del codice militare 1651, la detenzioneamministrativa, rammenta, ''consente di fermare una persona finoa 6 mesi ma anche oltre, senza motivo e senza possibilità diappello'', ribadisce la diplomatica. ''Senza capo di accusa esenza processo, vuol dire in totale violazione del dirittointernazionale'', sottolinea. ''Il calvario e le mortificazionisubite da Al-Qiq non devono cadere nel silenzio. La sua vitadeve essere salvata da tutti noi, a ogni costo''. Pochi giorni fa, il presidente ''Abu Mazen ne ha parlato aJohn Kerry e una interrogazione parlamentare in Italia a favoredella sua liberazione'', conclude Al Kaila. ''Senza l'aiutodella comunità internazionale, non si riuscirà a salvarlo''. Il18 febbraio scorso, Amnesty International ha lanciato un appelloper la sua liberazione. (ANSAmed).

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