Martedì, 23 Febbraio 2016 10:09

Prossime tappe - Usa 2016: verso le primarie

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Il 1° febbraio inizierà ufficialmente la corsa alla Casa Bianca per gli aspiranti presidenti di ambedue i partiti. Repubblicani e democratici inizieranno a sfidarsi in uno stato chiave come l’Iowa. Il

calendario è serrato e, a distanza di otto giorni, anche il New Hampshire darà il suo verdetto. La data da segnare in rosso è però quella del 1° marzo, il famoso Super Tuesday, ovvero il giorno in cui ben quindici stati saranno chiamati a pronunciarsi sui candidati dei partiti. Entro fine marzo o, al più tardi, metà aprile i giochi dovrebbero essere fatti, salvo clamorose sorprese che, comunque, potrebbero non mancare quest’anno, in particolare sul fronte dei repubblicani.

Il processo per individuare l’unico candidato del partito avviene attraverso le cosiddette elezioni primarie. Negli Stati Uniti esistono, però, due diverse tipologie di primarie: il caucus e le primarie propriamente dette. Il primo è un particolare format che tende a favorire un candidato con un seguito politico organizzato; questo soprattutto a causa di un voto determinato dai rappresentanti locali dei partiti e che avviene solitamente senza sotterfugi (si tiene in genere per alzata di mano). Ai caucus vi possono partecipare solo individui dotati della tessera del partito; è un metodo adottato da Alaska, Colorado, Hawaii, Kansas, Maine, Minnesota, Nevada, North Dakota, Wyoming e Iowa. Tutti gli altri stati, invece, privilegiano le urne con voto segreto, cui prendono parte – a seconda della scelta dei singoli stati – o membri del partito, cui i cittadini possono iscriversi anche il giorno stesso del voto, o tutti gli americani intenzionati ad esprimere la propria preferenza.

Ogni stato ha un certo numero di delegati da eleggere e da presentare alla convention nazionale del partito, che si terrà tra il 18 e il 21 luglio per i repubblicani e subito dopo, tra il 25 e il 28, per i democratici. Ciascun delegato avrà il compito di votare in quella sede uno dei candidati presidenti. Naturalmente, il delegato sarà legato al candidato e, di conseguenza, colui o colei che otterrà il maggior numero di delegati nel corso delle primarie potrà rappresentare il proprio partito alle urne nel novembre 2016. Solo una piccola parte di delegati (i cosiddetti superdelegati) non sono politicamente vincolati ad uno dei candidati e sono liberi di esprimere il proprio voto. Alcuni stati adottano un approccio winner-take-all, cioè chi ottiene il maggior numero di voti – o tramite caucus o alle urne – si aggiudica tutti i delegati disponibili; altri stati, invece, privilegiano il sistema proporzionale.

Ad oggi, i candidati presidenti del partito democratico sono tre. L’ex segretario di stato, Hillary Clinton; il senatore indipendente del Vermont, Bernie Sanders; il già governatore del Maryland, Martin O’Malley. Più nutrito, invece, il campo dei repubblicani, dove ad essere in corsa per la nomination sono ben in dodici: il precedente governatore della Florida, Jeb Bush; il neurochirurgo Ben Carson; l’attuale governatore del New Jersey, Chris Christie; il senatore del Texas, Ted Cruz; l’imprenditrice Carly Fiorina; l’ex candidato della Virginia, Jim Gilmore; il già governatore dell’Arkansas, Mike Huckabee; il governatore dell’Ohio, John Kasich; il senatore del Kentucky, Rand Paul; quello della Florida, Marco Rubio; l’ex senatore della Pennsylvania, Rick Santorum; il tycoon multimiliardario Donald Trump.

 

Source: The New York Times

 

Secondo recenti sondaggi, nel campo democratico, la grande favorita alla leadership del partito resta indiscutibilmente la Clinton con un buon margine sul diretto inseguitore Sanders. Al contrario, tra i repubblicani la sfida è molto più incerta. In testa si posiziona Trump inseguito da Cruz e Rubio. È al momento deludente il consenso ottenuto dal favorito della vigilia, Jeb Bush, che nonostante l’elevato numero di fondi raccolti dai donatori – il più alto tra tutti i candidati – non ha ancora registrato risultati degni di nota.

  

 Source: RealClearPolitics.com

 

 Source: RealClearPolitics.com


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