Martedì, 23 Febbraio 2016 00:31

Libia: di nuovo rinviato voto Parlamento su governo unitario

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(ANSAmed) - IL CAIRO - La Camera dei rappresentanti (il parlamento libico) basata a Tobruk ha di nuovo rinviato alla settimana prossima il voto sul governo di unità. Nella seduta odierna,

convocata con questo ordine del giorno, non è stato raggiunto il quorum necessario per il voto. Lo ha reso noto, con una dichiarazione alla stampa, la deputata Eissa El Oraby.

Il capo del Consiglio presidenziale incaricato di formare il governo, Fayez Al Sarraj, che si sta impegnando per ottenere l'approvazione del parlamento alla lista dei 18 ministri presentata, ha fatto una visita al Cairo per colloqui con responsabili egiziani ed esponenti libici. Sull'esito degli incontri non sono stati resi noti dettagli.

Intanto uno dei membri del Consiglio presidenziale, Mohamed El Amary, ha presentato le dimissioni in segno di protesta contro l'approvazione data dallo stesso Consiglio ''alle operazioni in corso a Bengasi'', dove l'esercito libico combatte contro i jihadisti e fa sapere di aver conquistato punti strategici della città. ''Non accetto di essere presente - ha dichiarato El Amary - in un organismo che legalizza i bombardamenti dei civili, è fiero delle uccisioni e si felicita della demolizione di case. Noi siamo entrati nel governo per fermare lo spargimento di sangue e realizzare la pace con la protezione dei diritti''. 

Libia: esercito riconquista parte Bengasi, jihadisti in fuga

Le forze libiche, guidate dal generale Khlaifa Haftar, insieme a combattenti civili, hanno riconquistato il quartiere di Lithi, roccaforte dei jihadisti a Bengasi, nell'est della Libia, dopo quasi due anni di combattimenti. Gli estremisti islamici si sono ritirati in poche ore. La popolazione è scesa per le strade di Bengasi per festeggiare con caroselli di auto e bandiere, mentre le famiglie che erano fuggite dal quartiere sono tornate a vedere le loro case. Nelle ultime 48 ore, l'esercito ha riconquistato anche il porto di Al-Marisa, sempre a Bengasi, e altri due distretti vicini, Al-Halis e Boatni. I combattimenti proseguono in altre zone della seconda città della Libia.

Isis: 3 libici lapidati e uno ucciso a Sirte per apostasia

Continuano nel frattempo le violenze dell'Isis. Miliziani del sedicente Stato islamico hanno ucciso ieri sera quattro libici - tre lapidati ed uno freddato a colpi di fucile - prima di crocifiggerli, con l'accusa di apostasia ed alleanza con i tiranni. E' accaduto sull'isola di Dawaran el Zaafaran, a Sirte in Libia, secondo quanto hanno riferito testimoni oculari citati dalla tv Libya Channel.

Casa Bianca preoccupata per Isis, 'pronti ad agire se necessario' 

La Libia e' un'area dove gli Usa sono particolarmente preoccupati per la presenza dell'Isis: lo ha detto in un briefing con la stampa alla Casa Bianca Brett McGurk, inviato presidenziale per la coalizione globale anti Isis. La Libia, ha aggiunto, è un po' differente dalla Siria e dall'Iraq anche se l'Isis usa le stesse tattiche, tentando di attrarre il più possibile 'foreign fighter'. Gli Usa, ha proseguito McGurk, si aspettano una grande cooperazione dai partner europei in Libia e auspicano la nascita di un nuovo governo a Tripoli, ma se dovesse emergere qualche minaccia in modo diretto non esiteranno ad agire.

 

Uso base Sigonella per droni Usa fa discutere in Italia

E si discute in Italia sull'utilizzo della base aerea di Sigonella da parte degli Usa per i droni diretti in Libia. "Finora i droni non hanno mai agito in operazioni armate e non c'è stata alcuna richiesta in merito", dice il ministro delle Difesa Roberta Pinotti in un'intervista al Messaggero.

 Pinotti spiega che dovrà arrivare "una richiesta puntuale degli americani al nostro governo tutte le volte che dev'essere utilizzato un mezzo in partenza da Sigonella", "noi non siamo solo un paese che ospita. I droni armati americani sono pensati non solo in funzione della Libia, ma per la protezione degli assetti e del personale americano e della coalizione in tutta l'area". Per il ministro delle Difesa, inoltre,  l'Italia dev'essere coinvolta con un ruolo di leadership e di coordinamento in una strategia di sicurezza complessiva rispetto alla Libia".

"Ci auguriamo - aggiunge infine Pinotti - che lo stallo di questi giorni sulla formazione del governo di unità nazionale" in Libia "possa essere quanto prima superato. E se alla fine non si arrivasse all'accordo, potrebbero esserci solo azioni puntuali come quella americana a Sabrata, ma nella cornice di una coalizione".

Sul caso interviene anche il premier Matteo Renzi. "Come già detto dal ministro della Difesa, le autorizzazioni" ai droni americani da Sigonella verso la Libia "sono caso per caso: se ci sono iniziative contro terroristi e potenziali attentatori dell'Isis c'è uno stretto rapporto tra noi, soprattutto gli americani, e gli altri alleati. Siamo in piena sintonia con i nostri alleati internazionali", ha spiegato a Rtl 102.5. "Ci sono potenziali attentatori - ha aggiunto - ed è evidente che l'Italia fa la sua parte come tutti gli altri".

Ma la possibilità che le basi vengano utilizzate per operazioni antiterrorismo "non è preludio a un intervento militare", ha da parte sua precisato da Istanbul il ministro degli esteri Paolo Gentiloni. oggi a Istanbul, precisando che "l'utilizzo delle basi non richiede una specifica comunicazione al parlamento, ma sarà il ministero della difesa a valutare" caso per caso. Il ministro ha precisato che l'autorizzazione concessa rappresenta "la conferma di una collaborazione tra Italia e gli Usa, caso per caso, ed è una collaborazione finalizzata a operazioni di difesa", non di attacco. "Oltretutto non credo che questa autorizzazione sia specificamente finalizzata alla Libia ma ad operazioni antiterrorismo in generale", ha concluso Gentiloni.

Ministero tunisino rassicura su rischio infiltrazioni terroristi da confini con la Libia

''Le frontiere tunisine con la Libia sono state interamente messe in sicurezza''. Lo ha affermato oggi il portavoce del ministero della Difesa tunisino, Belhassen Oueslati, secondo cui sono state prese tutte le precauzioni necessarie per far fronte ad ogni eventuale infiltrazione di terroristi sul territorio tunisino e garantire la sicurezza dei cittadini e dei turisti. Oueslati, a margine di una conferenza stampa, ha voluto rassicurare precisando che la situazione è sotto controllo e che non esistono motivi di preoccupazione. A suo dire i terroristi conducono ormai una guerra psicologica perché si sono indeboliti. Il portavoce del ministero della Difesa ha inoltre rimproverato ai media di diffondere spesso informazioni non corrette e non verificate.

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