Domenica, 21 Febbraio 2016 09:30

<div>Mo:'generazione Oslo' ribelle, le origini della frustrazione</div>

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(di Michele Monni) (ANSAmed) - RAMALLAH, 22 FEB - L'ondata di violenze in corsonei Territori negli ultimi mesi ha evidenziato un fenomenoparticolare: la partecipazione in prima persona di adolescenti,nati e cresciuti
ben dopo gli accordi di Oslo fra Israele e Olp(1993). La crisi che essi attraversano attira ora la attenzionedi specialisti di varie discipline. ''In ogni società, i giovanie soprattutto gli adolescenti, hanno reazioni impulsive e'borderline' alle problematiche della vita. Tra i palestinesi,questo è ancora più accentuato se si considerano la mancanza diposti di lavoro, i problemi sociali, le umiliazioni e lamancanza di speranza create dall'occupazione israeliana" haspiegato all' Ansa Cristina Carreño Glaría, coordinatrice deldipartimento di salute mentale di Medicine Sans Frontiere (MSF)a Gerusalemme. Secondo la psicologa - che cita un rapporto del 2012 - ilconflitto israelo-palestinese e la conseguente esposizione a uncontesto violento, impatta negativamente su bambini eadolescenti sia israeliani sia palestinesi, con l'8% dei giovaniisraeliani e quasi il 70% di quelli palestinesi che soffrono dadisturbi post traumatici da stress (DPTS). Le motivazioni che spingono i giovani palestinesi a compiereattacchi sono difficili da categorizzare e possono essere ilfrutto "di drammi personali, convinzioni politiche, di ungenerale senso di frustrazione e soprattutto dalla estremapolarizzazione emotiva e psicologica tipica della condizioneadolescenziale" ha aggiunto Carreño. Frustrazione; mancanza di prospettive; disperazione; e il"non aver nulla da perdere" sono tra le cause indicate peraltroanche da esponenti degli apparati di sicurezza israeliani, comeil capo dell'intelligence militare Gen. Herzi Halevi e il capodi Stato Maggiore Gadi Eizenkot. Hanno suggerito fra l'altro,come riportato da Haaretz, un "approccio meno aggressivo" alleviolenze, e hanno sottolineato "l'importanza del coordinamentoalla sicurezza con l'Autorità palestinese" (Anp), divergendocosi' dal parere di alcuni ministri del governo di BenyaminNetanyahu.

Altri collegano la rabbia che serpeggia nella 'generazione diOslo' anche a quello che a quei giovani sembra un fallimentosostanziale della politica del presidente Abu Mazen. Unmalcontento dimostrato da numerosi sondaggi in cui vengonoinvocate le sue dimissioni e la indizione di nuove elezioni. ''Ad aumentare la rabbia e la frustrazione'' vi e' anche,ricorda la psicologa di Msf, il costante flusso di immagini e divideo violenti che invadono i social networks e i siti diinformazione locali. Sono necessari per tenersi informati, manon fanno altro che alimentare altra violenza: ''E' comecontinuare a riempire un bicchiere: prima o poi l'acquatrabocca, con le conseguenze tragiche che vediamo ogni giorno".

(ANSAmed).

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