Domenica, 21 Febbraio 2016 07:02

Difesa, il lungo risveglio di Berlino

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A due anni dallufficiale inaugurazione di un nuovo corso della politica estera e di difesa nella quale la Germania aveva annunciato un cambio di passo, mostrandosi propensa a fare di pi e
contribuire con maggiore responsabilit alla sicurezza e alla stabilit del sistema internazionale, quali sono stati i risultati?

Le aspirazioni (o le ambizioni) annunciate da Berlino in occasione della Conferenza di Monaco del 2014 hanno davvero trovato un riscontro reale e concreto?

Lo spirito di Monaco in evoluzione
Alcuni osservatori hanno sottolineato come lo spirito di Monaco non abbia generato in realt una vera e propria trasformazione della politica estera e difesa tedesca bens una sua evoluzione, un riconoscimento da parte della classe politica sulla necessit di un maggior attivismo negli affari internazionali.

I primi segnali erano gi circolati negli anni precedenti all'interno dellintellighenzia tedesca, per poi emergere pi distintamente dopo la crisi ucraina e in seguito ai fatti di Parigi.

Nel campo della politica militare, infatti, lattivismo del governo tedesco in forte crescita, sia sul piano nazionale sia su quello della cooperazione, come attestano i numerosi casi in cui Berlino si fatta promotrice di numerose iniziative su base bi e multi-laterale: ad esempio, dopo aver contribuito massicciamente nel 2015 alla Very High Readiness Joint Task Force (Vjtf) della Nato, Berlino guider di nuovo la Vjtf nel 2019, giocando di fatto un ruolo cruciale per il successo della sua attuazione.

Dopo i tragici avvenimenti in territorio francese, Berlino ha autorizzato linvio di assetti e di personale militare per alleviare le forze francesi impegnate in altri teatri operativi nellambito della lotta contro Daesh.

Sul piano nazionale, invece, dopo alcuni documenti pubblicati negli ultimi mesi - tra cui la pi recente Air Capability Strategy di gennaio 2016 - si attende il Libro Bianco sulla politica di sicurezza e difesa che, a differenza dei precedenti, sar redatto sulla falsariga di quello italiano attraverso un processo di consultazione con diversi stakeholders governativi e non.

Lanima pacifista della Germania
Tuttavia, le ambizioni e le azioni di carattere politico - certamente degne di nota e attese da tempo - devono affrontare alcuni limiti strutturali insiti sia nelleredit storica della Germania sia nelle attuali capacit militari e industriali realmente esprimibili.

Se lestablishment tedesco, a partire dal Ministro della Difesa, appare pi consapevole e pronto per un impegno pi sostanziale sul palcoscenico della sicurezza internazionale, Berlino deve fare i conti con un passato - e forse ancora con un presente - in cui la cultura della difesa e dellidentit strategica sono ancora silenti allinterno del dibattito pubblico, in cui le anime pacifiste e anti-militariste criticano lefficacia delluso della forza, preferendo posizioni attendiste, passive, e coadiuvate dallimpiego di strumenti civili e di prevenzione.

In altre parole, lo strumento militare fatica ancora oggi a farsi spazio nel ventaglio dei possibili strumenti in mano allazione politica e forse il Libro Bianco ha proprio lobiettivo di impostare una nuova narrativa con lopinione pubblica e inaugurare un diverso approccio ai temi legati alla sicurezza e difesa.

Luci e ombre, invece, per quanto riguarda le capacit militari e industriali. Lo stato delle forze armate tedesche e dei suoi equipaggiamenti stato pi volte considerato disastroso.

Ristrutturare la difesa tedesca
Dopo un rapporto di Kpmg, commissionato dalla Difesa allinterno delliniziativa Agenda Ruestung e volto a rivedere i principali programmi di procurement, lultimo rapporto presentato dal commissario parlamentare per le forze armate Hans-Peter Bartels dipinge una situazione quasi al collasso.

anche per questa ragione che, su iniziativa di Von der Leyen, alcune figure chiave del governo - tra cui la stessa Angela Merkel e Wolfgang Schuble - sembrerebbero intenzionate a varare un piano da 130 miliardi da concludersi entro il 2030 per ristrutturare e rendere pi efficiente linterno settore della difesa.

Sul piano industriale, dopo diversi malumori interni stata approvata la fusione tra la francese Nexter e la tedesca Krauss-Maffei Wegmann mentre la guida allo sviluppo del drone europeo Male 2025 simboleggia la volont politica (pi che la capacit industriale) di lasciarsi alle spalle alcuni insuccessi come il programma Euro Hawk abbandonato nel 2013.

Inoltre, a margine della riunione informale dei Ministri della difesa dellUnione europea tenutasi ad Amsterdam, il Ministro della Difesa Roberta Pinotti ha incontrato il suo omonimo Von Der Leyen e, tra i temi dellincontro, si parlato proprio di cooperazione industriale tra i due paesi.

In sintesi, il rinnovato attivismo della Germania nel campo della difesa pu costituire un tassello certamente interessante anche nellottica di una maggiore spinta alla cooperazione europea nel campo della difesa.

Tuttavia, come naturale che sia, le potenzialit e le intenzioni politiche forse necessitano di un processo di maturazione e crescita reale delle capacit attraverso il quale conseguire risultati concreti allaltezza delle aspettative.

Alessandro R. Ungaro ricercatore del Programma Sicurezza e Difesa dello IAI (Twitter: @AleRUnga).

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