Giovedì, 18 Febbraio 2016 14:00

Turchia. Due attentati contro i militari in poche ore: Ankara dà la colpa ai curdi

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di Guido Keller –

Dopo l’attentato di ieri sera ad Ankara contro un autobus di militari, in mattinata altri sette soldati sono morti nell’est del paese a causa di una bomba.


Il fatto è avvenuto lungo la strada che da Diyarbakir porta al distretto di Lice: una mina, azionata a distanza, è esplosa al passaggio di un convoglio di militari.
Attacchi del genere sono frequenti nel quadro di una guerriglia riaccesa nel luglio scorso dalle autorità di Ankara a seguito dell’attentato di Suruc (32 morti, poi risultata la responsabilità dell’Isis), ed anche oggi l’aviazione turca ha colpito le posizioni dei miliziani curdi nell’est del paese.
E’ bene ricordare che le azioni contro i curdi, che hanno comportato anche la perdita di civili, hanno avuto inizio nel pieno della campagna elettorale, dopo che il partito di maggioranza, l’Akp del presidente Recep Tayyp Erdogan e del premier Ahmet Davutoglu, ha clamorosamente perso le elezioni con l’entrata dei curdi dell’Hdp in Parlamento, per cui vi era stata l’impossibilità di varare un nuovo governo ed sono state indette nuove elezioni.
Per quanto riguarda l’attentato di ieri sera ad Ankara, provocato da un’autobomba posizionata davanti a tre autobus di militari e dipendenti dello Stato maggiore dell’Areonautica nel quartiere di Kizilay, a soli 500 metri dal Parlamento, sarebbe stato individuato il kamikaze nella figura di un curdo-siriano, il 23enne Salih Necar. A lui le autorità sono risalite attraverso le impronte digitali rilevate all’entrata nel territorio turco.
Gli inquirenti ritengono che Necar sia stato in contatto con i curdi del Pkk, i quali tuttavia hanno smentito la cosa: Cemil Bayik, co-leader del Partito curdo dei Lavoratori, ha dichiarato che “Non sappiamo chi abbia effettuato l’attacco di Ankara, ma potrebbe trattarsi di un atto di ritorsione per i massacri in Kurdistan”.
Effettivamente da giorni gli militari turchi stano colpendo i curdi dell’Ypg nel nord della Siria per tenere aperto un corridoio vitale per i rifornimenti ai ribelli siriani ed ai loro alleati di Jabat al-Nusra, diramazione siriana di al-Qaeda, i quali stanno combattendo ad Aleppo e a Idlib.
Proprio la nazionalità e l’etnia dell’attentatore di Ankara potrebbe rappresentare per i turchi il casus belli per intervenire nel nord della Siria contro i curdi.

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