Giovedì, 18 Febbraio 2016 14:00

Mar Ligure: la Farnesina, ‘accordo non ancora in vigore’. Ma intanto i francesi…

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Notizie Geopolitiche

La Farnesina è intervenuta per fare delle precisazioni in merito alla questione della delimitazione dei confini marini tra Italia e Francia, in questi giorni sottolineata dalla stampa (Notizie

Geopolitiche ne aveva parlato il 22 gennaio) e oggetto di interrogazioni parlamentari, alle quali il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova ha risposto lo scorso 12 febbraio.
La nota riporta che “L’Accordo di Caen è stato firmato il 21 marzo 2015, dopo un lungo negoziato avviato nel 2006 e terminato nel 2012, per far fronte a un’obiettiva esigenza di regolamentazione anche alla luce delle sopravvenute norme della convezione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (UNCLOS). Al negoziato sulla base delle rispettive competenze hanno partecipato anche tutti i ministeri tecnici – inclusi quelli che hanno responsabilità in materia di pesca, trasporti ed energia – che hanno avuto modo di formulare le proprie autonome valutazioni.
Considerata la sua natura, l’Accordo di Caen è sottoposto a ratifica parlamentare e, pertanto, non è ancora in vigore.
Per quanto riguarda, in particolare, i contenuti dell’Accordo, il tracciato di delimitazione delle acque territoriali e delle restanti zone marittime riflette i criteri stabiliti dall’UNCLOS, primo fra tutti il principio della linea mediana di equidistanza. Nel corso dei negoziati che hanno portato alla firma dell’Accordo, la parte italiana ha ottenuto di mantenere immutata la definizione di linea retta di base per l’arcipelago toscano, già fissata dall’Italia per la delimitazione del mare territoriale nel 1977. Inoltre, per il mare territoriale tra Corsica e Sardegna, è stato completamente salvaguardato l’accordo del 1986, inclusa la zona di pesca congiunta. Anche per quanto riguarda il confine del mare territoriale tra Italia e Francia nel mar Ligure, in assenza di un precedente accordo di delimitazione, l’Accordo di Caen segue il principio dell’equidistanza come previsto dall’UNCLOS.
Come ovvio nel corso della procedura di ratifica, tutte le osservazioni e le proposte del Parlamento e delle Amministrazioni interessate, relative all’accordo potranno essere opportunamente valutate”.
Il problema sollevato da alcuni parlamentari riguarda in realtà al pescosità di alcuni tratti di mare: in pratica verrebbe ceduto un pezzetto di mar Ligure in cambio di uno di mar Tirreno, ma la parte di mar Ligure comprende la cosiddetta “Fossa del cimitero”, una zona che, come sanno bene i pescatori della zona, è il paradiso per la pesca dei gamberoni rossi.
Come ha riportato la Farnesina, l’accordo non è ancora stato ratificato dall’Italia, tuttavia in gennaio le autorità francesi hanno sequestrato il Mina, un peschereccio italiano che navigava nelle acque marittime al largo di Ventimiglia. Alla fine equipaggio e imbarcazione sono stati rilasciati. Non prima, però, di aver ricevuto 8mila e 300 euro di cauzione; somma che, per assurdo che possa apparire, il tribunale ha preteso non fosse pagata mediante assegno circolare firmato dall’armatore Ciro Lobasso, per cui è stato necessario effettuare un bonifico sulla cassa degli avvocati francesi e, solo dopo il ricevimento della somma richiesta, è stato possibile procedere.

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