Lunedì, 15 Febbraio 2016 19:24

<div>Anche la Nato contro i trafficanti nell'Egeo</div>

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I Ministri della Difesa dei Paesi Nato, riunitisi a Bruxelles l'11 febbraio, hanno approvato l'avvio di una missione alleata nel Mar Egeo con l'obiettivo di gestire il fenomeno migratorio, combattendo i trafficanti
di uomini.

La decisione stata presa a seguito di una richiesta di sostegno congiunta da parte di Germania, Turchia e Grecia per far fronte a quella che stata definita dal Segretario Generale della Nato Jens Stoltenberg come la pi grande crisi migratoria dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Collaborazione Nato-Frontex
Secondo quanto affermato da Stoltenberg, la conduzione delloperazione sar affidata al Nato Standing Maritime Group 2, gi presente nella regione e guidato da un comando tedesco. La flottiglia, al momento composta da tre navi, dovrebbe essere presto rafforzata grazie al contributo di altri Paesi dellAlleanza.

Il Segretario Generale ha tenuto a sottolineare che non si tratter di unazione di respingimento dei migranti, ma di raccolta di informazioni essenziali allo smantellamento delle reti criminali coinvolte nel traffico di essere umani. Nel dettaglio, la missione avr compiti di monitoraggio, sorveglianza e intelligence in cooperazione con le guardie costiere nazionali e Frontex. Un punto centrale dellaccordo prevede inoltre lintensificazione della collaborazione nella zona di confine fra Turchia e Siria.

L'efficacia della missione nel frenare il traffico di esseri umani si vedr solo con lavvio delle operazioni, ma certamente essa rappresenta un passo importante per rafforzare la cooperazione nell'area. Nello specifico, infatti, il coinvolgimento della Nato e non dellUe ha consentito di raggiungere un accordo tra Grecia e Turchia che si sono impegnate a non violare le rispettive acque territoriali e spazi aerei.

Questa soluzione, rispetto ad una missione europea, ha il vantaggio di non urtare la sensibilit di Ankara con l'eventuale presenza di navi greche nelle acque turche. Dallaltro lato, la prevista cooperazione Nato-Frontex apre la strada a un maggiore coordinamento tra lAlleanza e lUe.

Inoltre, il punto centrale dellaccordo prevede lintensificazione della collaborazione per quanto riguarda attivit di intelligence e sorveglianza nella zona di confine fra Turchia e Siria, una delle aree chiave per la rotta migratoria.

Cambio di rotta allorizzonte?
Dopo che, negli ultimi anni, la linea d'azione Nato stata guidata principalmente dalla crisi ucraina e dal conseguente deteriorarsi delle relazioni con la Russia, il lancio di questa operazione potrebbe far presagire un cambio di rotta.

L'adozione comune di un intervento mirato rappresenta un passo significativo, reso possibile dal raggiungimento di un rinnovato consenso basato su una percezione della minaccia condivisa. Questa missione rappresenta il riconoscimento del fatto che l'instabilit sul fianco sud ha ripercussioni per tutti gli Stati membri, e non solo sui Paesi del Mediterraneo e che per questo l'Alleanza chiamata ad offrire maggiore supporto.

La missione assume quindi un alto valore simbolico. Certo, l'ambito di intervento quanto meno inusuale per l'Alleanza, che per la prima volta agisce direttamente per far fronte alla crisi migratoria europea, ma risulta in linea col principio di un'azione alleata a 360 gradi e in grado di assolvere tutti e tre i core task definiti nel Concetto Strategico del 2010: difesa collettiva, gestione delle crisi e sicurezza cooperativa.

Berlino locomotiva anche della sicurezza europea?
La possibilit di un intervento Nato per pattugliare l'Egeo stata invocata per la prima volta dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel durante un incontro con il Primo Ministro turco Ahmet Davutoglu per discutere dell'emergenza migratoria, tenutosi l8 febbraio ad Ankara.

Berlino ha cos dimostrato di saper sostenere le proprie istanze di fronte agli alleati orientali che hanno finora mostrato un maggiore attivismo politico in grado di influenzare l'agenda dell'Alleanza verso il fronte sud. Da un lato, infatti, la Germania rappresenta la destinazione principale dei rifugiati che arrivano in Europa, dall'altra la Turchia si trova ad affrontare un massiccio afflusso di migranti al confine con la Siria.

In un momento in cui la leadership degli Stati Uniti all'interno della Nato risulta notevolmente ridotta, ed crescente la richiesta da parte di Washington di maggiore impegno da parte dei Paesi europei per provvedere alla propria difesa e sicurezza, liniziativa tedesca risulta significativa.

Considerando inoltre l'incremento di risorse destinate alla Difesa, corrispondente a circa il 6% tra il 2015-2019, nonch il recente attivismo in materia di cooperazione militare, Berlino sta gradualmente assumendo un ruolo sempre pi centrale nella sicurezza europea.

Promuovere il fianco sud a Varsavia
LItalia che, come la Grecia e la Turchia, si trova ad affrontare in prima linea l'emergenza migratoria e le minacce provenienti dal Mediterraneo, ha accolto positivamente liniziativa della Nato nel Mar Egeo. Non solo, il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, dopo aver espresso approvazione per il nuovo impegno dellAlleanza, ha auspicato che lo stesso in futuro possa essere esteso anche alle acque vicine alla Libia. A tal fine proprio il vertice di Varsavia in programma a luglio potrebbe rappresentare loccasione per promuovere un pi opportuno bilanciamento tra fianco est e fianco sud.

Il Summit in programma offre l'opportunit agli Alleati meridionali di definire una chiara strategia Nato rispetto allinstabilit e alle minacce alla sicurezza provenienti dalla regione del Mediterraneo. Questa, oltre alla rimodulazione degli Standing Maritime Groups, dovrebbe prevedere l'aggiornamento dell'ormai datata Alliance Maritime Security Strategy nonch la definizione di forme di cooperazione pi strutturate con l'Ue.

Al riguardo, importante che attraverso una chiara formulazione dei mandati vengano evitate inutili sovrapposizioni tra le diverse missioni dell'area - Active Endeavour, Triton, Eunavformed e Mare Sicuro - e venga promossa invece una crescente sinergia.

Dopo che il vertice del Galles del2014 era stato praticamente monopolizzato dalle questioni orientali, grazie anche all'attivismo dei Paesi dellEst europeo, i membri del fianco sud dovranno superare le divergenze nazionali e agire come un fronte compatto per riuscire a promuovere le loro istanze in seno alla Nato.

Paola Sartori assistente alla ricerca del Programma Sicurezza e Difesa dello IAI, twitter @SartoriPal.
Paola Tessari ricercatrice del Programma Sicurezza e Difesa dello IAI, twitter @paola_tessari
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