Lunedì, 15 Febbraio 2016 12:53

Tunisi,Trieste,Venezia: i bimbi si parlano grazie ai detenuti

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(ANSAmed) - TUNISI, 16 FEB - Venezia, Trieste e Tunisiinsieme grazie alla nuova iniziativa lanciata dall'associazione"Venezia: Pesce di Pace" di Nadia De Lazzari. Lo scopo è quellodi abbattere i muri culturali
e religiosi tra le due sponde delMediterraneo mettendo a confronto il racconto e le esperienzedei bambini facendosi aiutare per le traduzioni, dai detenutimagrebini ospiti del carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia.

In pratica i bimbi tunisini inviano lettere e messaggi ai lorocoetanei di Venezia in arabo, i detenuti le traducono initaliano e quindi i messaggi vengono fatti pervenire ai giovanialunni italiani che così possono rispondere grazie sempre allamediazione linguistica dei carcerati. Proprio in questi giorniessi sono impegnati a tradurre i messaggi dei bambini triestini,veneziani e tunisini in arabo, francese e italiano. A portarliloro la volontaria Nadia De Lazzari che spiega ad ANSAmed: "Ilprezioso aiuto dei detenuti fa superare barriere linguistiche epermette un dialogo tra i piccoli alunni". All'iniziativapartecipano anche gli scolari della scuola ebraica Morpurgo diTrieste.

Tra i pensieri giunti agli alunni veneziani quello di Nour, 8anni, che scrive: "Da Tunisi a Venezia: benvenuti! viaspettiamo", quello di Ahmed, 10 anni: "Mi fa piacere conosceregli amici di altri Paesi e di religioni differenti", o ancoradella piccola Nada, 9 anni: "Siamo musulmani, diamo il benvenutoa tutto il Mondo. Vi vogliamo bene, siamo fratelli e amici".

A commentare l'iniziativa in Tunisia il deputato Osama AlSaghir, eletto del partito Ennhadha all'estero per lacircoscrizione Italia: "Il progetto è grandioso. Gli esseriumani nel loro percorso di vita possono compiere degli erroriche li portano in luoghi dove non vorrebbero stare, ma che nonrappresentano la loro vita. I bambini fanno riscoprire loro lastrada giusta per un ritorno sulla retta via. E' incredibile: ilprogetto ha l'obiettivo dell'amicizia e della fratellanza,dobbiamo sostenerlo".

A Tunisi il salesiano don Domenico Paternò rivela: "Nadia ciha coinvolti in un circuito di fraternità e solidarietà trabambini di scuole di Paesi diversi, religioni diverse, ambientisociali e umani molto differenti. I messaggi meritano di esserepresi in considerazione molto seria perché espressione di unosguardo sulla vita non ancora condizionato da fattori esterni epregiudizi. Siamo felici che detenuti nordafricani abbiano unpo' di 'casa' anche per loro". La direttrice dell'istitutopenitenziario di Santa Maria Maggiore, Immacolata Mannarella,sottolinea: "L'iniziativa è dentro l'idea del carcere comepalestra di vita e di accoglienza tra popoli".

L'associazione "Venezia: Pesce di Pace" nasce nel 1992. Trale iniziative ideate e realizzate, che hanno ricevuto il plausodi tre Presidenti della Repubblica italiana e le benedizioni ditre Papi: il "Trialogo, l'incontro dei tre fratelli in Abramo:un imam, un sacerdote cattolico, un rabbino" e "Disegniquattromani": nello stesso foglio, distribuito da Nadia DeLazzari, hanno disegnato i bambini di Venezia, Sarajevo,Kinshasa, Gerusalemme, Ulan Bator, Beirut, Istanbul, New York,Rodi, Yerevan, Berlino, Mosca. (ANSAmed).

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