Domenica, 14 Febbraio 2016 16:27

Siria: da Libano in arrivo in Italia 90 siriani e iracheni

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(di Lorenzo Trombetta) (ANSAmed) - BEIRUT, 15 FEB - "Libertà, libertà, libertà!":andare in Italia significa raggiungere l'agognata libertà per uncentinaio di profughi siriani e iracheni da anni intrappolati inLibano. Gridano in
italiano una parola imparata da poco mentresi recano a Beirut per lasciare le impronte digitali e in attesadi ricevere l'autorizzazione finale per poter partire perl'Italia.

Il loro insediamento tra Trento, Reggio Emilia, Torino e Romasi svolgerà nelle prossime settimane nel quadro di un accordoraggiunto a metà dicembre tra il governo italiano, la Comunitàdi Sant'Egidio e la Federazione delle Chiese Evangeliche inItalia (Fcei). Il percorso di circa 90 siriani, tra cui numerose donne ebambini, si concluderà a breve e metterà fine al calvarioiniziato da una dozzina di famiglie nel 2012 colpite dallasanguinosa repressione del regime di Damasco delle protesteanti-governative scoppiate nel 2011. Come moltissimi di oltre un milione di profughi sirianipresenti in Libano, le 13 famiglie sopravvivono da più di treanni in tende e baracche di legno nel nord del Paese, tra ilporto di Tripoli e il confine siriano. E come moltissimi loroconcittadini in fuga dalla guerra, hanno passato all'addiaccioquattro lunghi e pesanti inverni, aiutati in parte daorganizzazioni internazionali e locali.

Prima di fuggire nel 2012 da Homs, gran parte delle 90persone abitavano in appartamenti residenziali alla periferia diHoms, quella che fino a pochi anni fa era la terza città delPaese e il principale polo industriale della Siria pre-guerra.

Grazie al costante lavoro di sostegno alle famiglie e disensibilizzazione della loro situazione svolto dai volontari diOperazione Colomba Corpo Civile di Pace dell'Associazione PapaGiovanni 23/mo, la storia disperata dei profughi del campo diTel Abbas è stata di recente presa in carico da Sant'Egidio e daFcei. Proprio Sant'Egidio e la Federazione delle Chiese evangelichein Italiano avevano trovato due mesi fa un accordo con ilgoverno italiano per la concessione di centinaia di visti permotivi umanitari per profughi particolarmente vulnerabili inLibano. Come precisa la Fcei, secondo il protocollo siglato tra leautorità italiane e il partenariato Sant'Egidio-Fcei, i sirianihanno ottenuto dal consolato italiano in Libano un vistoumanitario. Dopo aver ottenuto il via libera da parte delleautorità di Roma si attende adesso l'ultima autorizzazione dallasicurezza libanese. E la partenza dall'aeroporto di Beirutpotrebbe avvenire già alla fine di febbraio. Al momentodell'arrivo all'aeroporto romano di Fiumicino le famigliefaranno regolare richiesta d'asilo. Una volta in Italia, 29 famiglie saranno ospitate daaltrettante famiglie di Trento, sostenute dalla Diocesi locale edalla Provincia Autonoma. La Caritas faciliterà l'inserimento di12 famiglie a Reggio Emilia, mentre 22 famiglie saranno ospitatea Torino grazie alla mediazione dell'associazione Migrantes. LaFcei si occuperà di sostenere l'accoglienza e l'inserimento dialtre 25 persone in una struttura vicino Roma. "Non sono un profugo", afferma Yahiya, uno dei siriani inattesa di partire per Roma. "Sono un essere umano. E per vivereho bisogno di umanità. Qui in Libano non c'è. E in Italia?Speriamo...". (ANSAmed).

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