Domenica, 14 Febbraio 2016 14:12

L’Isis dietro un attentato in Dagestan nel sud della Russia

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di Giuliano Bifolchi

Lo Stato Islamico sarebbe il fautore del recente attentato suicida avvenuto nel distretto di Derbent nella Repubblica del Dagestan (Stato che fa parte del Distretto Federale

russo del Caucaso del Nord), il quale avrebbe causato la morte di due ufficiali di polizia ed il ferimento di altre 18 persone.
Nella mattinata di oggi lunedì 15 febbraio 2016 il ministero dell’Interno daghestano aveva comunicato che alle ore 9.05 locali una automobile Lada Priora sarebbe detonata nei pressi di un checkpoint istituito dalle forze di polizie uccidendo due poliziotti e ferendone altri due. Il ministero aveva comunicato che i feriti erano stati subito ospedalizzati e che erano in corso le indagini per comprendere la dinamica dei fatti; secondo le ipotesi iniziali l’esplosione sarebbe stata causata da un attentatore suicida alla guida della automobile.
L’ agenzia TASS ha invece battuto successivamente la notizia secondo la quale i feriti sarebbero 12, tra cui sei agenti di polizia e dei civili; report dei media locali parlano di una esplosioni così potente da incenerire quattro veicoli parcheggiati nelle vicinanze del checkpoint. Il video apparso in rete mostra la dinamica degli eventi e la gravità dell’esplosione.
Lo stesso checkpoint era stato preso di assalto la notte scorsa da un gruppo di persone armate non identificate, mentre durante la fine dell’anno dei turisti erano stati attaccati da un gruppo di militanti armati presso la fortezza di Naryn-Kala di Derbent, azione che era stata poi rivendicata dallo Stato Islamico (vedere per un maggiore approfondimento Dagestan tra tensioni etniche, crisi economica e terrorismo).
Il portale di informazione RT ha riportato la notizia secondo la quale i feriti sarebbero saliti a 18 e lo Stato Islamico avrebbe rivendicato tale attentato tramite un suo account di Twitter. Tale notizia deve essere però ancora confermata da fonti ufficiali.

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