Domenica, 14 Febbraio 2016 11:09

La nuova cortina di ferro

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“L’attuale contenimento ordito ai danni della Federazione Russa ricalca minuziosamente quello della guerra fredda, soltanto 1500 chilometri più a est.


La linea di respingimento va dal Baltico alla Romania e, attraverso

l’Anatolia, raggiunge il Caucaso e il Mar Caspio. Paesi chiave del progetto sono Polonia e Romania – cui Washington si propone di appaltare gran parte degli sforzi militari ed economici – e la Turchia, che dovrebbe consentire il transito verso l’Europa del gas irano-azero e sigillare il Bosforo in caso di conflitto nel Mar Nero.

Al momento la superpotenza ha dalla sua tutti i paesi collocati sul confine europeo della Russia, a esclusione di Bielorussia e Armenia. Mentre è in pieno svolgimento lo scontro per garantirsi il sostegno della Georgia, paese dilaniato da tendenze contrastanti, e soprattutto dell’Azerbaigian, provato dal crollo del prezzo del petrolio e storicamente refrattario a definitive scelte di campo.


Oltre ad avere nefaste conseguenze psicologiche, l’accerchiamento obbliga il Cremlino ad aumentare la spesa bellica e a interrogarsi sulle reali intenzioni dei suoi interlocutori.”


Carta e citazione da “Così l’America ha ritrovato il suo nemico ideale“, articolo di Dario Fabbri presente in Il mondo di Putin.

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