Giovedì, 11 Febbraio 2016 18:54

Siria: attese in Italia 13 famiglie di profughi da Homs

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(di Lorenzo Trombetta) (ANSAMed) - BEIRUT, 12 FEB - "Libertà, libertà, libertà!":andare in Italia significa raggiungere l'agognata libertà perdecine di profughi siriani da anni intrappolati in Libano.

Gridano in italiano una

parola imparata da poco mentre si recanoa Beirut per lasciare le impronte digitali e in attesa diricevere l'autorizzazione finale per poter partire per l'Italia.

Il loro insediamento tra Trento, Reggio Emilia, Torino e Romasi svolgerà nelle prossime settimane nel quadro di un accordoraggiunto tra il governo italiano, la Comunità di Sant'Egidio ela Federazione delle Chiese Evangeliche. Il percorso di oltre 60 siriani, tra cui numerose donne ebambini, si concluderà a breve e metterà fine al calvarioiniziato da una dozzina di famiglie nel 2012 colpite dallasanguinosa repressione del regime di Damasco delle protesteanti-governative scoppiate nel 2011. Come moltissimi di oltre un milione di profughi sirianipresenti in Libano, le 13 famiglie sopravvivono da più di treanni in tende e baracche di legno nel nord del Paese, tra ilporto di Tripoli e il confine siriano. Come moltissimi loroconcittadini in fuga dalla guerra, hanno passato all'addiaccioquattro lunghi e pesanti inverni, aiutati in parte daorganizzazioni internazionali e locali. Prima di fuggire nel 2012 da Homs, le 64 persone abitavanoin appartamenti residenziali alla periferia di Homs, quella chefino a pochi anni fa era la terza città del paese e ilprincipale polo industriale della Siria pre-guerra. Grazie al costante lavoro di sostegno alle famiglie e disensibilizzazione della loro situazione svolto dai volontari diOperazione Colomba Corpo Civile di Pace dell'Associazione PapaGiovani 23/mo, la storia disperata dei profughi del campo di TelAbbas è stata di recente presa in carico da Sant'Egidio e dalleChiese Evangeliche. Proprio Sant'Egidio ha trovato nei mesi scorsi un accordocon il governo italiano per la concessione di centinaia di vistiper profughi siriani in Libano, tra cui i 64 musulmani di TelAbbas. Dopo aver ottenuto il via libera da parte delle autoritàdi Roma si attende adesso l'ultima autorizzazione dallasicurezza libanese. E la partenza dall'aeroporto di Beirutpotrebbe avvenire già alla fine di febbraio. Una volta in Italia, 29 famiglie saranno ospitate daaltrettante famiglie di Trento sostenute dalla Diocesi locale edalla Provincia Autonoma. La Caritas faciliterà l'inserimento di12 famiglie a Reggio Emilia, mentre 22 famiglie saranno ospitatea Torino grazie alla mediazione dell'associazione Migrantes. LaComunità delle Chiese Evangeliche ha aggiunto alla lista dei 64altre 20 persone, appartenenti alla comunità cristiana siriana. "Non sono un profugo", afferma Yahiya, uno dei siriani inattesa di partire per Roma. "Sono un essere umano. E per vivereho bisogno di umanità. Qui in Libano non c'è. E in Italia?Speriamo…". (ANSAMed).

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