Giovedì, 11 Febbraio 2016 16:11

Libia: Onu denuncia, a sfollati solo 1% di quanto promesso

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(ANSA) - IL CAIRO, 12 FEB - Il mondo sta ignorando al 99% lapromessa fatta di alleviare le sofferenze di 1,3 milioni dipersone colpite dalla guerra civile in Libia, il bacino
didisperazione che alimenta fughe di migranti verso l'Italia.

La circostanza è emersa questo mese quando il Coordinatoreumanitario dell'Onu per la Libia, Ali Al-Za'tari, ha denunciatoche sono stati versati solo l'1% dei 166 milioni di dollaripromessi nella conferenza di Tunisi che il 9 dicembre avevalanciato l'Hrp, il Libya Humanitarian Response Plan. La denuncia, rilanciata il primo febbraio da un comunicatodell'Onu, ricordava che il Piano di risposta umanitario per laLibia peraltro punta ad assistere solo una parte dei 2,4 milionidi persone che "hanno disperato bisogno di aiuto umanitario". Finora sono stati versati solo 2,1 milioni di dollari da partedi "due donatori" che Al-Za'tari nel comunicato non ha nominato.

Il Coordinatore però ha sottolineato l'apparente contraddizionedi "progetti miliardari" che "la comunità internazionale stamobilitando attorno al nascente Governo di accordo nazionale(Gna)", riferisce il comunicato.

Le condizioni di vita in Libia sono pesantemente peggioratedallo scoppio della guerra civile nell'estate del 2014, quandola coalizione di milizie filo-islamiche "Alba della Libia" hapreso il controllo della capitale, Tripoli, formando unaamministrazione parallela e costringendo le autoritàriconosciute internazionalmente a rifugiarsi più di 1.500chilometri a est, a Tobruk.

Come ricorda il sito dell'emittente libica Libya Channelcitando un rapporto dell'organizzazione per la difesa deidiritti umani Human Right Watch, la situazione in Libia si èaggravata l'anno scorso a causa di crimini di guerra perpetratida entrambe le parti: i combattimenti hanno creato 400 milasfollati, "un crollo" dell'ordine e dello Stato di diritto,"paralisi del sistema della Giustizia, un aumento dei rapimentia scopo di riscatto e sparizioni forzate e la diffusione digruppi estremisti come lo Stato islamico" (Isis o Daesh).

La "Rotta mediterranea centrale", quella seguita dai flussimigratori per arrivare in Europa passando in particolare per laLibia, l'anno scorso è stata molto seguita anche se il numero dimigranti giunti in Italia nel 2015 è sceso a 157 mila, circa undecimo in meno del record segnato nel 2014, ricorda il sito diFrontex, l'Agenzia per la gestione coordinata delle frontieredell'Unione europea. Le "ragioni principali" del calo sonoindicate da Frontex nello spostamento di profughi siriani versola "rotta mediterranea orientale" e la carenza di barconi adisposizione degli scafisti "nell'ultima parte dell'anno".

"Reti di trafficanti restano ben insediati in Libia", avverteperò l'agenzia. (ANSAmed).

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