Mercoledì, 10 Febbraio 2016 19:12

Siria: a Monaco Lavrov consegna a Kerry la proposta di Mosca per il dialogo fra le parti

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di Guido Keller –

E’ in corso in queste ore a Monaco la riunione del gruppo internazionale di sostegno alla Siria (Siria Support Group International), indetta a un giorno dalla Conferenza

sulla sicurezza che si terrà nella città bavarese e che vedrà la partecipazione di oltre 20 capi di stato e decine di rappresentanti e funzionari di tutto il mondo.
Sul tavolo, come ha specificato il ministero degli Esteri tedesco, vi sono “l’attuazione dei principi di Vienna e della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 2254, così come la continuazione dei colloqui di pace di Ginevra”.
Lo scopo dell’incontro partito proprio in queste ore è quello di “supportare” la Conferenza di domani tentando la via diplomatica, per cui il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha portato all’omologo statunitense John Kerry la proposta di Mosca per tentare di trovare un accordo fra le parti in lotta, dopo la sospensione lo scorso 4 febbraio dei colloqui di Ginevra mediati dall’inviato dell’Onu Staffan de Mistura.
Il quadro vede un conflitto iniziato per molteplici interessi (soprattutto di Turchia e Arabia Saudita) ormai cinque anni fa, costato la vita a 260mila persone ed una crisi umanitaria senza precedenti. Da giorni l’esercito regolare, sostenuto dagli Hezbollah libanesi, da “consiglieri militari” iraniani e soprattutto dai raid russi, sta facendo pressione su Aleppo, conquistando i centri strategici attorno alla seconda città siriana e tagliando i rifornimenti ai ribelli ed agli alleati qaedisti di Jabat al-Nustra. Come in tutti gli attacchi e bombardamenti vengono denunciate vittime civili, anche fra i bambini, nonché la distruzione di ospedali.
Per ogni metro riconquistato dai lealisti aumenta il peso di Bashar al-Assad, della Russia e dell’Iran nelle trattative.
Anche l’intransigenza dell’Arabia Saudita, che si era opposta prima alla partecipazione degli iraniani, poi dei curdo-siriani e che ha preteso nel corpo delle rappresentanze dei ribelli un nugolo di gruppi anche dichiaratamente salafiti, si sta sgretolando con l’avanzata dei lealisti.
Gli stessi ribelli riferiscono, al decimo giorno di bombardamenti, che “Le principali linee di alimentazione di Aleppo sono state recise. I civili hanno paura di un potenziale blocco. C’è stato un grande esodo e i prezzi sono aumentati notevolmente”.
La conferenza stampa di fine seduta è prevista per le ore 21.00. Per l’Italia è presente il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

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