Mercoledì, 10 Febbraio 2016 14:12

L’iracheno al-Abadi a Roma. Ma i curdi non ricevono paga da mesi

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di Shorsh Surme –

Si è conclusa la visita ufficiale a Roma del premier iracheno, lo sciita Haider al-Abadi. Che è in realtà a capo del governo fantoccio degli ayatollah iraniani.

al-Abadi ha parlato con l’omologo italiano Matteo Renzi dell’eventuale liberazione della città di Mosul, l’antica Nineve, che nel 2014 il suo esercito del tutto immotivato ha abbandonato senza alcuna resistenza alle milizie dello Stato Islamico, lasciando la seconda città dell’Iraq nella mani dei tagliatelle jihadisti; non solo, al-Abadi e il suo predecessore Nouri al-Malki da due anni hanno tagliato il 17% del budget di Baghdad destinato alla Regione federale del Kurdistan come sancito della nuova costituzione dello Stato Federale dell’Iraq. Questa sospensione di fatto ha privato più di 100mila dipendenti pubblici del Kurdistan dei loro stipendi. Infatti i lavoratori non ricevono lo stipendio da sei mesi, cosa che ha creato una situazione drammatica per tantissime famiglie curde, dove lo stipendio è l’unica entrata fissa.
Dopo più di 11 anni di relativa stabilità, sicurezza e di forte crescita economica rispetto al resto dell’Iraq, negli ultimi 10 mesi il governo Regionale curdo (Krg) sta attraversando un periodo di profonda crisi. Alla necessità di far fronte al massiccio afflusso di profughi siriani in fuga dalla guerra civile e, successivamente, alla gestione degli sfollati interni provenienti dalle principali città irachene, dalla metà del 2014 si è sovrapposta la minaccia diretta del califfato. Ma sono soprattutto la mala gestione di tutti i governi regionali che si sono succeduti in 24 anni nel Kurdistan e il conflitto politico tra i partiti curdi ad avere avuto un ruolo determinante nel creare il disaggio sia economico che sociale.

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