Martedì, 09 Febbraio 2016 17:11

Siria. Lavrov, ‘gli Usa hanno nostro piano contro l’Isis, stanno valutando’

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di Enrico Oliari

A Washington si starebbe valutando con attenzione la proposta della Russia di un piano di lotta all’Isis in Siria. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri

russo Sergei Lavrov, il quale ha affermato sul quotidiano russo Komsomolets che “Abbiamo proposto uno schema molto specifico a Washington durante i nostri contatti, uno schema che loro hanno ora iniziato a valutare”. Del piano non se ne conoscono i dettagli, ma Lavrov ha osservato che a Washington “sembra si accetti che rifiutarsi di collaborare è controproducente”, anche se “dobbiamo ancora vedere risultati concreti”.
A Mosca non si ritiene inoltre che la Turchia abbia realmente intenzione di invadere la Turchia per correre in soccorso ai ribelli (e agli alleati qaedisti di al-Nusra)di Aleppo e Idlib, nonostante l’esercito regolare, supportato dai libanesi di Hezbollah e soprattutto dai raid russi, stiano per tagliare le vie di rifornimento dalla Turchia e prendere la città di Aleppo. Questo la Turchia è parte dell’Alleanza Atlantica, ed una tale iniziativa avrebbe conseguenze imprevedibili sia sull’area che nel contesto della Nato stessa.
L’ipotesi di incursioni, più che di un’”invasione”, è circolata nei giorni scorsi a Mosca, tanto che il portavoce del ministero della Difesa, Igor Konashenkov, ha ieri riferito che “Il ministero della Difesa russo registra un numero crescente di mosse nascoste delle forze armate turche in preparazione di azioni attive sul territorio siriano”, e che “queste azioni sono considerate come un pericoloso precedente e un tentativo di nascondere l’attività militare illegale nei pressi del confine con la Siria”.
Mosca ha infatti lamentato il mancato via libera di Ankara a permettere ai russi – come richiesto a febbraio – di osservare il viavai dalla Turchia alla Siria, e forse un tale allarme potrebbe essere stato lanciato per denunciare tale omissione.
L’ufficio stampa del ministero della Difesa turco ha smentito con forza quanto affermato da Konashenkov, e Ismet Yilmaz, capo ufficio stampa del ministero, ha parlato di un “atto di propaganda da parte di Mosca”, anche perché “il presidente e il suo entourage si trovano attualmente in sud America”.
Le affermazioni di Konashenkov si basano – a quanto ha riferito – su immagini satellitari di un check-point nell’area di Reyhanli-Sarmada, al confine turco-siriano, valico “usato, soprattutto durante la notte, per inviare armi e rinforzi ai gruppi terroristici che hanno catturato le città di Aleppo e Idlib nel nord ovest del Paese”.
Anche l’ambasciatore russo ad Ankara Andrej Karlov ha gettato benzina sul fuoco, facendo notare che ancora non sono arrivate le scuse ufficiali per l’abbattimento del Sukhoi 24 lo scorso 24 novembre, ed ha affermato che “Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha dichiarato sin dal principio cosa deve fare la Turchia per superare questa profonda crisi dei nostri rapporti. Noi aspettiamo le scuse ufficiali da parte della Turchia, la punizione dei colpevoli e il risarcimento dei danni procurati al nostro stato”.

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