Lunedì, 08 Febbraio 2016 02:12

Regeni: Gentiloni, ‘non ci accontenteremo di verità presunte’

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di Enrico Oliari –

Il Cairo continua a non fornire ricostruzioni attendibili sull’uccisione del 28enne ricercatore Giulio Regeni, morto dopo essere stato torturato per quattro giorni.
I sospetti – è inutile

girarci intorno – gravano sulle forze di polizia e sui servizi segreti, dal momento che Regeni, studente friulano, si era inserito nei gruppi sindacali legati alla protesta contro il governo dell’ex generale Abdel Fatah al-Sisi e che la prima motivazione fornita è stata quella di incidente stradale, in un evidente tentativo di depistaggio.
Intervistato per La Repubblica, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha affermato che “Noi abbiamo chiesto e ottenuto che al Cairo funzionari investigativi del Ros e della polizia possano partecipare alle indagini egiziane. Non ci accontenteremo di verità presunte, come già abbiamo detto in occasione dei due arresti inizialmente collegati alla morte di Giulio Regeni. Vogliamo che si individuino i reali responsabili, e che siano puniti in base alla legge”.
E’ vero, l’Egitto resta comunque un “partner strategico con un ruolo fondamentale per la stabilizzazione della regione”, tuttavia “qui ci troviamo di fronte a un problema diverso, cioè il dovere dell’Italia di difendere i suoi cittadini e pretendere che, quando essi sono vittima di crimini, i colpevoli vengano assicurati alla giustizia. Questo dovere vale tanto più nei rapporti con un Paese alleato come l’Egitto”.
Ma al pressing italiano si unirà con tutta probabilità quello degli Stati Uniti: la Casa Bianca ha sostenuto i Fratelli Musulmani e condannato il golpe militare di al-Sisi sostenuto dalla piazza, un’imprudenza strategica che, davanti alla decisione di non dare – come si era sempre fatto – armi e soldi al nuovo governo, ha consegnato il paese nordafricano alla Russia, con tanto di base ad Alessandria: i rapporti fra i due paesi non sono buoni, per cui non vi saranno remore a sostenere il malcontento italiano. Per il New York Times “i colloqui diplomatici al Cairo e Washington questa settimana probabilmente contribuiranno a concentrare l’attenzione internazionale sulla morte del dottorando italiano il cui corpo, con segni di pesanti percosse, è stato trovato la settimana scorsa al Cairo”.
Già nelle prossime ore il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry sarà a a Washington,mentre al Cairo si recherà Sarah B. Sewall, la più alta in grado al Dipartimento di Stato per i Diritti umani.

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