Lunedì, 08 Febbraio 2016 01:11

Obama riceve Mattarella, ‘blocco navale per i migranti’

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di Guido Keller –

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è incontrato alla Casa Bianca con Barak Obama, con il quale ha affrontato vari temi a partire dal dramma dell’immigrazione: Obama

gli ha proposto – ma siamo ancora a livello di “idea embrionale” – l’impiego delle forze aeree e navali dislocate nel Mediterraneo per la ricognizione e il soccorso dei migranti. Verrebbe messo in piedi una sorta di blocco navale, ricorrendo ai mezzi non impiegati per la lotta al terrorismo
Per Obama infatti “l’immigrazione è un problema globale”, che dobbiamo affrontare insieme”, tanto che della cosa ne ha già parlato con la cancelliera tedesca Angela Merkel ed altrettanto farà nei prossimi giorni con Matteo Renzi e con Francois Hollande.
Da quanto si è appreso, Obama ha intenzione di portare la proposta al vertice Nato dell’8 e 9 luglio a Varsavia.
In materia di Europa Obama ha detto che la Gran Bretagna deve restare nella Casa comune, ed ha auspicato l’avvio del Ttip (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) “entro l’anno”.
Mattarella, che era accompagnato dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, si è detto d’accordo sui vari punti e lo ha invitato in Italia. Alla richiesta – ormai una consuetudine – di Obama di un maggior sostegno militare in Iraq e in Siria, il presidente italiano ha diplomaticamente confermato gli impegni presi, senza aggiungere altro e quindi invadere le competenze del governo.
Obama ha comunque riconosciuto l’impegno dell’Italia nella lotta contro l’Isis e  “il lavoro degli addestratori italiani in Iraq e la missione militare per proteggere la diga di Mosul”.
E in materia di Libia ha condiviso la posizione dell’Italia: nessun intervento militare contro l’Isis se prima non si costruisce un governo di unità nazionale.
I due (con Obama vi era anche il segretario di Stato John Kerry, il consigliere per la Sicurezza Susan Rice e il vicepresidente Joe Biden) hanno parlato del caso di Giulio Regeni, il ricercatore torturato ed ucciso in Egitto, a riunione e incontro con la stampa ormai conclusi. Obama ha ribadito che gli Stati Uniti sono pronti a collaborare per la ricerca della verità.

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