Domenica, 07 Febbraio 2016 17:53

<div>L'accordo Ue a sostegno delle banche italiane</div>

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

In presenza di un mercato dubbioso circa gli effetti dellaccordo tra il nostro governo e la Commissione sulla gestione delle sofferenze bancarie, pu essere utile riflettere sui termini giuridici della soluzione convenuta
alla luce della normativa europea sugli aiuti di Stato.

Per quel che qui rileva, laccordo prevede lemissione di garanzie statali nellambito di operazioni di cartolizzazione aventi come sottostante crediti deteriorati. Le garanzie, concesse su richiesta delle banche interessate, sono destinate a coprire solo le tranche pi sicure (senior) dei crediti cartolizzati e comportano il pagamento di un premio calcolato in base al prezzo dei Credit Default Swaps, Cds, per rischi comparabili.

Ue e aiuti di stato
Venendo alle regole Ue sugli aiuti, in buona sostanza si possono dare quattro categorie di misure erogate con risorse pubbliche: quelle che non costituiscono aiuti perch applicate a condizioni di mercato; quelle che costituiscono aiuti, ma sono di importo non significativo o godono di unesenzione generale per categoria; quelle che costituiscono aiuti non esentati in via preventiva, ma autorizzabili caso per caso; infine, quelle irrimediabilmente vietate, perch in nessun modo compatibili con le regole del mercato interno.

Le due prime categorie di misure possono essere attuate direttamente senza previa notifica alla Commissione; la terza richiede la preventiva notifica e lautorizzazione di questultima; alla quarta non si pu dare attuazione in nessun modo e, se ci accade, laiuto deve essere recuperato.

Va da s che il nostro caso non rientra fra gli aiuti incompatibili senza rimedio, diversamente non avrebbe ottenuto il nulla osta della Commissione. Non si colloca, daltra parte, fra gli aiuti autorizzabili previa notifica, perch le nostre autorit possono passare direttamente alla fase attuativa.

Nemmeno riconducibile a qualche categoria di aiuti esentati in via generale, dal momento che nessuna ipotesi di questo tipo stata evocata. Non resta, allora, che lultima delle fattispecie sopra richiamate, vale a dire che le operazioni progettate non siano da qualificarsi come aiuti.

In effetti, la Commissione sembra essersi attenuta alla dottrina delloperatore pubblico che agisce come un normale operatore di mercato. Ai sensi di tale dottrina, cos come specificata nella Comunicazione del 2008 sulle garanzie statali, queste non costituiscono aiuti se la copertura non supera l80% del rischio assicurato e il premio a carico dei beneficiari in linea con quelli praticati sul mercato.

Non par dubbio che lintesa di Bruxelles soddisfa luno e laltro requisito: la garanzia statale copre solo le tranche senior di crediti deteriorati, restando verosimilmente ben al di sotto dell80% di quelli cartolizzati; e, daltra parte, il premio da pagare, rapportato nel tempo ai Cds, deve considerarsi in linea con il mercato.

La Commissione e la risoluzione delle crisi bancarie
Ci si potrebbe chiedere a questo punto perch un approdo del genere sia risultato tanto laborioso. In principio, data la riconosciuta assenza di una misura di aiuto, loperazione avrebbe potuto realizzarsi senza il preventivo benestare della Commissione.

Evidentemente, il governo italiano puntava a favorire lo smobilizzo delle sofferenze bancarie con un sostegno pubblico pi forte; e ha insistito per ottenere un disco verde da Bruxelles, che per non venuto.

Per il vero, la Commissione avrebbe potuto tenere un atteggiamento meno rigoroso; avrebbe potuto considerare applicabile allItalia lesenzione dellart. 107.3.b Tfue per aiuti destinati a porre rimedio a un grave turbamento delleconomia di uno Stato membro.

Questa esenzione si trovava riflessa nella Comunicazione sul settore bancario del 2008, e ha ispirato latteggiamento della Commissione nei confronti di salvataggi bancari intervenuti in taluni Paesi nel periodo 2008-2012.

La Commissione si attenuta invece allimpostazione pi restrittiva introdotta nella Comunicazione del 2013, che ha modificato quella del 2008 e ha esteso fra laltro ai creditori subordinati (oltre che agli azionisti) il principio della condivisione degli oneri (c.d. burdensharing).

Probabilmente, la Commissione ha tenuto anche conto che, per effetto della nuova disciplina sulla risoluzione delle crisi bancarie, a partire dal 2016 il principio in discorso stato ulteriormente esteso (c.d. bail-in) e fa salvi solo i depositi fino a 100 mila euro.

Per evitare implicazioni del genere (anche se discutibile unapplicazione retroattiva del burdensharing e del bail-in), bisognava uscire dal perimetro degli aiuti. E questo puntualmente avvenuto con lintesa raggiunta a Bruxelles sulla gestione delle sofferenze bancarie. La Commissione ha dato il suo benestare alloperazione solo dopo che la stessa stata strutturata a condizioni di mercato, specie per quel che riguarda il costo della garanzia statale. In tal modo, loperazione non si qualifica come aiuto e sfugge alle relative prescrizioni.

Governo italiano e Comissione Ue
Ha fatto bene il nostro governo a seguire la Commissione su questo terreno? Propendo per una risposta affermativa. Certo, si sarebbe potuto insistere sullapplicabilit dellesenzione di cui allart. 107.3.b; si sarebbe potuto reclamare un trattamento non diverso a quello riservato in precedenza ad altri Stati membri. Ma ne sarebbe seguito il protrarsi di un contenzioso e di una situazione di incertezza, molto pregiudizievole per il settore bancario e con pesanti riflessi negativi sui mercati.

Si sarebbe potuto anche pensare a soluzioni alternative (vedi quella proposta da Bastasin, Messori e Micossi, Paper SEP 26.01.2016); e, daltra parte, lefficacia di quella concordata dovr trovare conferma nei mesi a venire. Nondimeno, pur con i suoi limiti, la soluzione in discorso dovrebbe facilitare lo smobilizzo dei crediti deteriorati e non comportare oneri per il bilancio dello Stato (a meno di una - improbabile - escussione generalizzata delle garanzie statali).

Gian Luigi Tosato Professore Emerito di Diritto dellUnione Europea, Universit Sapienza di Roma.

Letto 179 volte
Devi effettuare il login per inviare commenti

Powered by

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

  Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.