Domenica, 07 Febbraio 2016 09:08

Il senso di accerchiamento della Russia

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“Kennan fissa alcuni punti fermi applicabili all’impero di Stalin come a quello, assai ridotto, ereditato da Putin dopo aver preso atto con orrore della «più grande catastrofe geopolitica della storia» – il suicidio dell’Unione Sovietica.


Due su tutti: il senso di insicurezza che deriva alla Russia dal sentirsi perennemente accerchiata da un mondo pregiudizialmente ostile e la necessità di preservare il proprio prestigio, che coincide con il rispetto dovuto al capo del Cremlino, quale ne sia il colore politico-ideologico.


Qui Kennan parla davvero al presente: «I leader russi sono appassionati giudici della psicologia umana, e in quanto tali altamente consapevoli che scatti di temperamento e perdita dell’autocontrollo non sono mai espressione di forza negli affari politici. (…)


Per queste ragioni, per trattare con successo con la Russia è sine qua non che il governo straniero in questione resti sempre freddo e composto e che le sue richieste relative alla politica russa siano avanzate in maniera tale da lasciare aperta la via a che siano accettate senza troppo nuocere al prestigio della Russia».”


Citazione e carta da Due per due fa cinque, l’editoriale de Il mondo di Putin

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