Sabato, 06 Febbraio 2016 13:12

I peshmerga. Che difendono dall’Isis non solo il Kurdistan, ma la libertà del mondo intero

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di Shorsh Surme

Gli Italiani in questo ultimo anno spesso hanno letto o sentito la parola “Peshmerga”. Si tratta di un termine in lingua cruda composto da “pesh”, ovvero

“fronte”, e da “merg”, ovvero “morte”; il termine indica un combattente curdo che intende battersi fino alla morte, o “colui che affronta la morte”.
I peshmerga sono diventati il simbolo della lotta di liberazione curda e negli ultimi cento anni sono entrati nella cultura curda. In Kurdistan non vi è nessuno che non abbia un peshmerga in famiglia. I peshmerga possono essere uomini o donne; le origini di questa figura risalgono alla fine del 19mo secolo, ed è nata per proteggere il territorio curdo dalle minacce e per quale difesa nei confronti dei governi occupanti (Iraq, Iran, Siria e Turchia).
I primi peshmerga appaiono nel 1920, dopo la caduta dell’Impero Ottomano, per lottare per uno Stato curdo indipendente: in questo senso si è impegnato prima Shekh Mahmud Hafid, che fu chiamato “Re del Kurdistan” e che lottò tenacemente contro l’occupazione Inglese, poi il generale Mustafa Barzani nel 1944, che continuò la stessa strada. Barzani, con mille fedelissimi guerrieri (i peshmerga), arrivò nel Kurdistan iraniano per sostenere la nascita di una Repubblica curda. Infatti nel 1945 contribuì a dar vita al primo modello di Repubblica curda indipendente, nel territorio del Kurdistan dell’Iran, che allora era militarmente controllato dai sovietici. Fu chiamata la Repubblica di Mahabad e fu ufficialmente fondata dal Partito democratico curdo in una piccola regione del Kurdistan iraniano il 22 gennaio 1946. Questa repubblica rappresentava un primo passo di autonomismo curdo e doveva essere il nucleo di un Kurdistan indipendente, ma non venne riconosciuta da nessuna delle potenze alleate e durò soltanto undici mesi. Da allora i peshmerga sono diventati l’angelo custode della popolazione curda e rappresentano il movimento di liberazione curda. Anche oggi, nell’Iraq dai mille conflitti, gli unici che difendono la pace e la stabilità nella regione federale del Kurdistan sono i peshmerga.
I peshmerga hanno saputo tenere unita la regione del Kurdistan dell’Iraq, dove per la prima volta due curdi hanno rivestito ruolo centrali, sia a Erbil che a Baghdad: dopo la caduta del regime di Saddam, Jalal Talabani fu eletto come il sesto presidente della Repubblica federale dell’Iraq, mentre Massuod Barzani fu eletto presidente della Regione autonoma del Kurdistan.
Ora i valorosi peshmerga stanno difendendo in Kurdistan 1.500 km di linea dall’Isis. E non solo stanno combattendo solo per la loro libertà, ma per la libertà di tutto il mondo, dalla minaccia dello Stato Islamico.
I peshmerga in questo momento si trovano tuttavia in una fase critica, sia per il supporto logistico-militare, sia dal punto di vista individuale per mancanza dei fondi del governo Regione curda, cosa che li preoccupa per le loro famiglie.
Ma, nonostante questa situazione, sono sempre pronti e vigili a difendere la propria patria dei terroristi dell’Isis. Allora viva i persmerga.

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