Venerdì, 05 Febbraio 2016 14:01

Parte male Trump, gli altri se la cavano

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Sono gi tutti nel New Hampshire, almeno quelli che contano e che ancora ci credono.

Dopo avere speso in Iowa pi tempo di quanto non avrebbero mai desiderato - per

fare due esempi, 140 visite Bernie Sanders, 104 Hillary Clinton -, gli aspiranti alla nomination per la Casa Bianca, democratici e repubblicani, hanno lasciato lo Stato del MidWest, in questi giorni ununica distesa di neve e gelo: due di essi ci torneranno per fare campagna fra otto mesi, dopo le convention; gli altri, forse, non ci torneranno mai pi, lo hanno ormai visto in lungo e in largo.

Fra i democratici, c stato un equilibrio non aritmetico, ma sostanziale: la Clinton e Sanders sono alla fine divisi da uno scarto dello 0,3%, il che basta perch lex first lady canti vittoria e il senatore del Vermont dichiari un pareggio virtuale.

In qualche assemblea, stata la monetina del sorteggio a dare il successo alluna o allaltro. C chi evoca una verifica, di fatto impossibile perch il voto avviene per crocchi - il pi numeroso vince - e non per schede. I dati confermano che i giovani preferiscono Sanders - quattro su cinque -, le donne di misura Hillary.

Fra i repubblicani, vincono Ted Cruz, che primo, e pure Marco Rubio, che terzo. Perde di sicuro Donald Trump: lIowa per lui una campagna di Russia dove il magnate dellimmobiliare lascia, tra la neve e il gelo, laura di sicumera e di imbattibilit che sera costruito con il suo stile aggressivo e urticante. Il Daily News gi lo liquida come dead clown walking, bruciando i tempi.

La gente dello Iowa ce lha, da sempre, con i battistrada, quelli troppo sicuri di s o troppo forti; e, spesso, li castiga. Talora, sono lezioni che lasciano il segno: nel 2008, Hillary Rodham Clinton perse e non si risollev pi. Talora, sono batoste dun giorno: nel 2012, Mitt Romney fu battuto, ma poi ottenne la nomination.

Che cosa comporti il risultato di luned per Trump difficile dirlo: lo showman ne esce con la coda fra le gambe, anche se non lo ammette, ma non ha ancora esaurito il suo repertorio. Cruz e Rubio emergono come candidati possibili dei Tea Party e degli evangelici - il senatore del Texas- e dellestablishment repubblicano moderato - il senatore della Florida.

Rubio in particolare ormai destinato ad assumere a pieno il ruolo che i pronostici attribuivano a Jeb Bush, lex governatore della Florida, ancora una volta deludente (ma non rassegnato: afferma che la vera corsa comincia ora).

Il quarto uomo repubblicano per ora un Mister X, che potrebbe farsi largo fra la mezza dozzina di comprimari pi o meno folkloristici, dal guru nero Ben Carson, ex neurochirurgo, che d per limpressione di non crederci - parte per la Florida invece che per il New Hampshire, spiegando l fa pi caldo -allo stesso Jeb, passando per i governatori del New Jersey Chris Christie e dellOhio John Kasich, senza dimenticare, per cavalleria, lunica donna, Carly Fiorina.

Le assemblee dello Iowa, i caucuses, che aprono la stagione delle primarie per designare i candidati dei due maggiori partiti alla Casa Bianca, in vista delle convention di luglio e dellElection Day dell8 novembre, creano sorprese - la sconfitta di Trump inattesa - e fanno vittime: si ritirano cos il democratico Martin OMalley, ex governatore del Maryland, sempre irrilevante nei sondaggi - e ora pure nei voti-; e lex governatore dellArkansas Mike Huckabee, che nello Iowa vinse nel 2008 (questa volta, ha preso il 2% dei voti e nessun delegato).

I risultati dello Iowa ricevono unattenzione persino sproporzionata al loro peso effettivo: assegnano infatti solo 44 delegati democratici (su un totale di 4.763) e 30 delegati repubblicani (su 2.472). Quelli repubblicani gi attribuiti sono andati 9 a Cruz (28% dei voti), 7 a Trump (24%), 7 a Rubio (23%); e poi 3 a Ben Carson (9%) e uno ciascuno a Rand Paul (5%), Jeb Bush (3%), John Kasich(3%) e Carly Fiorina (3%). Gli altri aspiranti alla nomination sono finiti pi indietro, senza delegati.Quelli democratici attribuiti sono andati 23 a Hillary e 21 a Sanders.

Nel New Hampshire, la partita repubblicana apertissima: Trump davanti nei sondaggi, Rubio spera di fare meglio di Cruz (e vorrebbe poi vincere in South Carolina). Quella democratica apparentemente gi decisa: Sanders, che gioca quasi in casa, dovrebbe vincere; Hillary dovrebbe poi rifarsi in Nevada e South Carolina, prima del Super-Marted, il 1 marzo, con 14 Stati in lizza.

Nelle ultime 48 ore della campagna elettorale in Iowa, i candidati si erano scambiati stilettate: Cruz critica Trump perch troppo liberal, mentre lo showman mette sotto accusa la Corte Suprema sui matrimoni omosessuali - e insiste sullineleggibilit del rivale perch nato in Canada.

Hillary tornata sulla controversa vicenda delle e-mail inviate dal suo account privato, invece che da quello ufficiale, quando era segretario di Stato, definendolo una bega fra amministrazioni. Sanders lha sfidata a un dibattito a Brooklyn, dove lei ha il quartier generale della sua campagna.

Il confronto tra Hillary e Sanders aperto pure sul fronte della raccolta fondi: a gennaio, il senatore del Vermont ha ricevuto 20 milioni, mentre in tutto il trimestre precedente ne aveva messi insieme 33 milioni (contro i 37 di Hillary). "Siamo ben piazzati per battere l'obiettivo della Clinton, cio 50 milioni di dollari nel primo trimestre 2016", dice Jeff Weaver, direttore della campagna di Sanders, precisando che i donatori a gennaio sono stati 770mila. E i risultati dello Iowa possono portare entusiasmo e, quindi, altri soldi.

Giampiero Gramaglia consigliere per la comunicazione dello IAI.

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