Venerdì, 05 Febbraio 2016 14:01

Di ritorno da Ventotene

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In politica i simboli contano. La visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi allisola di Ventotene, quel "tornare a casa, dove tutto cominciato", quei fiori deposti sulla tomba di Altiero Spinelli
sono un messaggio importante, non solo per chi ha dedicato la propria vita alla costruzione di "unEuropa libera e unita".

Definire unUnione europea scossa da dubbi esistenziali il pi grande successo politico del dopoguerra, sostenere che "nessun muro pu fermare la libert", sottolineare che la memoria si preserva costruendo ponti verso le nuove generazioni sono tutte affermazioni coraggiose. Ma, una volta tornati sulla terraferma, lagenda politica nazionale e quella europea chiamano ad atti concreti, impegnativi e lungimiranti.

Il fatto che la visita di Renzi a Ventotene sia arrivata subito dopo lincontro a Berlino con la Cancelliera Angela Merkel consente di mettere ben a fuoco la triplice crisi che stiamo vivendo: quella economica, quella dei migranti, quella dei conflitti alle porte dellEuropa.

I dilemmi da affrontare sono davanti a tutti noi. Rigore nei conti pubblici e credibilit nelle politiche di rientro del debito, ma flessibilit nelle soluzioni possibili e nuove vie europee per ritrovare il sentiero della crescita.

Ricerca di un equilibro fra gestione dellemergenza rifugiati, che pone sotto stress governi e strutture nazionali, e consapevolezza che siamo di fronte a un cambiamento epocale, che durer decenni (senza mai dimenticare - come ha detto Renzi a Ventotene - che "chi vuole distruggere Schengen vuole distruggere lEuropa").

Necessit di dare risposte coordinate su scala europea all"arco di instabilit" che circonda lEuropa, dalla Libia, alla Siria, allUcraina - in cui anche il tema dellenergia gioca un ruolo chiave per la sicurezza del nostro continente.

Cittadini e leader europei
Per rispondere a tutto questo, un ruolo di leadership da parte di alcuni governi europei rimane indispensabile. Come cittadini europei dobbiamo anche chiedere alle istituzioni dellUnione di giocare fino in fondo il loro ruolo.

Una Commissione pi politica, che gode della fiducia del Parlamento europeo (con una "grande coalizione" tra le forze europeiste), ha il compito di agire per linteresse europeo, che non potr mai scaturire dalla sommatoria di 28 interessi nazionali.

Il Parlamento europeo chiamato a promuovere il massimo dintegrazione possibile a trattati vigenti, a proporre le modifiche ai trattati necessarie per unEuropa federale, a evidenziare il collegamento fra un adeguato bilancio dellUnione e delleurozona e unEuropa dello sviluppo e della coesione sociale.

Gli Stati membri, nel Consiglio europeo e nel Consiglio, devono ricostruire la fiducia reciproca, perch il ritorno dei muri non dar ai loro cittadini n pi sicurezza n pi benessere. AllAlto Rappresentante europeo, Federica Mogherini, dobbiamo chiedere di lavorare a una "strategia globale dellUe" (che presenter al Consiglio europeo nel giugno prossimo) che non sia una media al ribasso fra le timidezze e i ripiegamenti nazionalistici degli Stati membri. Per dirla di nuovo con le parole di Matteo Renzi a Ventotene: "Quando lEuropa perde il senso della propria vocazione e diventa un insieme di egoismi rischia di crollare".

Ci attende un biennio con altri appuntamenti carichi di valenza simbolica: questanno il trentennale della morte di Spinelli; nel 2017 il sessantennale dei Trattati di Roma e i 110 anni dalla nascita di Spinelli. Sarebbe suicida ridurli a rituali autoconsolatori - o a pur suggestivi eventi come il carcere di Santo Stefano che comincer una nuova vita quale centro di formazione europea per i giovani del Mediterraneo.

Nella primavera del 2017 avremo un appuntamento cruciale, previsto dal Rapporto dei cinque Presidenti Completare l'Unione economica e monetaria dell'Europa, con il Libro bianco della Commissione sul passaggio dalla prima fase (approfondire facendo) alla seconda (completare lUem). Uno snodo fondamentale per chi ritiene che quello che manca al completamento della costruzione europea sia unUnione politica dotata di risorse adeguate alla scala dei problemi che abbiamo di fronte.

Europa a due velocit
Il tema dellEuropa a due velocit, evocato di recente dal Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, da tempo in agenda. Lo stesso Consiglio europeo, nel giugno 2014, ha accolto la prospettiva della integrazione differenziata, che deve permettere ai Paesi che intendono approfondire lintegrazione di andare avanti.

Il dibattito sulla Gran Bretagna e il suo rapporto con lUe deve essere unopportunit per chi vuole andare avanti, non una zavorra da parte di chi non sa dove vuole andare. LItalia si appresta anche a lanciare un messaggio sul futuro dellEuropa, insieme con gli altri Paesi fondatori. Un altro atto benvenuto e impegnativo, che dovr indicare ambiziosi contenuti condivisi, in primo luogo per leurozona.

Il Presidente del Consiglio Renzi, in chiusura del suo appassionato discorso a Ventotene, ha ripreso la celebre frase che chiude il Manifesto: La via da percorrere non facile, n sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sar!. A Ventotene sono le radici e l nato un progetto di pace che pu ancora dare un senso e un orizzonte allEuropa.

Ma un redivivo Altiero Spinelli si porrebbe anzitutto il problema di come rifondare nel presente e nel futuro quei valori, su quali alleanze politiche, sociali, culturali rimettersi in cammino. Si deve dire come, con chi ed entro quando percorrere quella via, n facile n sicura. Il tempo si sta facendo breve, il rischio e i costi del fallimento pi grandi.

* Questo articolo un estratto da un contributo pi ampio pubblicato sul sito del Centro Studi sul Federalismo.

Flavio Brugnoli direttore del Centro Studi sul Federalismo.

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