Venerdì, 05 Febbraio 2016 14:01

Per chi lavora l’Ue?

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di C. Alessandro Mauceri

Anche i più tenaci sostenitori dell’Unione Europea da qualche mese cominciano a porsi una delle domanda: di chi l’Unione Europea cura davvero gli interessi?
I

primi dubbi erano sorti già diversi anni fa, quando tutto il potere finanziario era stato scaricato nelle mani di un soggetto privato, la Banca Centrale Europea, privo di qualsiasi controllo da parte dei singoli stati o del Parlamento europeo.
Poi, nei mesi scorsi, fu la volta del bail in. In quasi tutti i paesi europei, i governi sono stati costretti (a meno di minaccia di sanzioni per inottemperanza ai regolamenti comunitari) a fornire aiuti ad alcuni soggetti privati, le banche, anche a costo di far gravare questi aiuti sui cittadini. E, come se non bastasse, nelle casse delle banche sono stati versati miliardi di euro liquidi destinati, almeno sulla carta, a favorire la ripresa, ma che, invece, sono stati utilizzati per speculazioni inutili e infruttifere.
Poche settimane fa, il commissario Ue all’energia, Miguel Arias Canete ha detto che l’Unione europea finanzierà la costruzione di gasdotti. Poco dopo il termine dei lavori del COP21 a Parigi (dove tutti i paesi del mondo hanno promesso di ridurre l’utilizzo di combustibili fossili), però, l’Unione europea ha deciso di finanziare la rete di distribuzione di gas e petrolio. E lo ha fatto su larga scala, in Bulgaria in Grecia, in Romania, e nell’ex Repubblica jugoslava oltre che in Macedonia e Turchia. Ma anche in Austria e Ungheria: in tutti questi paesi, le grandi multinazionali del petrolio beneficeranno dei soldi dei contribuenti europei per portare gas dal Caspio all’Europa centrale. “Dobbiamo avanzare con la modernizzazione delle nostre reti energetiche e portare tutti i Paesi ancora isolati all’interno del mercato europeo dell’energia”. E poco importa se milioni di persone moriranno a causa delle emissioni in atmosfera e se le conseguenze per l’ambiente saranno ben diverse da quelle promesse a Parigi.
Ieri l’ultima conferma: l’Ue ha deciso di aiutare apertamente le aziende automobilistiche. Dopo lo scandalo Volkswagen accusata di aver alterato i valori relativi alle emissioni su buona parte delle vetture circolanti, il parlamento europeo ha approvato (con 323 voti a favore, 317 contrari e 61 astensioni), l’aggiornamento dei limiti delle emissioni per i veicoli proposto dalla Commissione europea a fine ottobre scorso. Inutile il tentativo di porre il veto da parte della Commissione Ambiente: grazie alla norma approvata i nuovi controlli che dovrebbero consentire di valutare le emissioni reali dei veicoli non saranno obbligatori prima di settembre 2017, ma intanto saranno valide, e sa subito, nuove soglie per i veicoli. Soglie molto meno severe, che porteranno la qualità delle emissioni indietro di molti anni. ridicola la giustificazione di Bruxelles: “sappiamo che le emissioni” di ossidi di azoto (NOx) “sono del 400% più alte e a volte anche di più” dei limiti consentiti. Come dire, dato che ormai non è più possibile prendere in giro i cittadini e far loro credere che le auto inquinano poco (mentre in realtà hanno continuato ad emettere sostanze nocive per la salute per decenni), allora legalizziamo lo stato delle cose.
Una decisione semplicemente ridicola. Non solo perché giustifica il comportamento fraudolento di quasi tutte le case automobilistiche e l’incapacità degli enti preposti (a tutti i livelli) di effettuare controlli efficaci ed efficienti, ma soprattutto perchè per l’ennesima volta mette in secondo piano gli interessi dei cittadini europei in favore degli interessi economici delle grandi aziende. E questo anche quando, per permettere a poche grandi multinazionali di incassare qualche miliardo di euro in più, si è permesso di causare decine di milioni di morti. Secondo un rapporto del 2014 dell’Organizzazione mondiale della Sanità, l’aria malsana ha causato quasi otto milioni di morti e un numero incalcolabile di malattie gravi (secondo un Rapporto dell’Agenzia per l’ambiente europea i morti in Italia a causa delle emissioni delle auto sono stati 84.400 solo nel 2012, e 491mila in Europa). Morti molte delle quali imputabili proprio alle eccessive emissioni dei gas di scarico. Morti che, da ieri, sono sulla coscienza di quegli europarlamentari che hanno votato a favore di questa norma o che “diplomaticamente” si sono astenuti (se avessero votato secondo coscienza la misura non sarebbe stata approvata).
“Oggi il Parlamento europeo ha approvato una vera e propria sanatoria nei confronti del dieselgate facendo un grosso favore alla Merkel: invece di punire gli imbrogli delle case automobilistiche e di intensificare i controlli per smascherare eventuali frodi si è scelto, senza tenere in alcuna considerazione gli allarmi sull’inquinamento lanciati dall’Agenzia europea per l’ambiente, di alzare i limiti per il Nox di oltre il 100%”, ha detto Angelo Bonelli dei Verdi. E sullo stesso piano il direttore di Legambiente, Stefano Ciafani, che ha definito quella di Bruxelles una “scelta assurda e insensata che va contro la salute dei cittadini e l’ambiente. Un vero e proprio condono che premia i furbi e non l’innovazione e la qualità”. “In piena emergenza smog e con i livelli di inquinamento alle stelle – ha detto Ciafani – il Parlamento europeo oggi dà il via libera al raddoppio dei limiti delle emissioni per i veicoli, proposto dalla commissione Europea quello che è avvenuto è veramente assurdo, ed è solo a favore delle lobby automobilistiche”.
Ma non basta. La norma approvata, riportando i valori delle emissioni consentite a livelli molto maggiori di quelli attuali, dimostra anche che tutte le misure fino adora adottate (Euro 0, 1, 2 …etc.) erano solo un modo per costringere i cittadini ad acquistare nuove automobili. Per decenni chi voleva circolare nei centri urbani è stato obbligato a dotarsi di veicoli che (almeno così si diceva) causavano meno danni all’ambiente. Oggi, nonostante molte grandi città europee, a cominciare da quelle italiane, sono coperte da valori di sostanze inquinanti al di sopra dei limiti ammessi, il Parlamento europeo ha deciso che le auto “possono inquinare di più”! Ma allora perché milioni di cittadini sono stati costretti a buttare auto perfettamente funzionanti e comprarne di nuove? La risposta è una sola: per far entrare sempre più soldi nelle casse delle grandi multinazionali che producono auto e delle aziende dell’indotto.
Tutta questa vicenda ha un solo aspetto positivo: ha reso chiaro ed evidente ai cittadini europei, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che l’Unione europea, e tutti gli organi ad essa correlati, hanno a cuore principalmente gli interessi delle multinazionali e delle grandi aziende. Anche a costo di causare gravi danni alla salute delle persone. Anche a costo di causare milioni di morti.

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